Appunti sulla moderazione v. 0.0.4

Gli appunti che seguono si propongono di affrontare il problema della moderazione di un gruppo di discussione, e sono rivolti a chi si trovi a dover moderare un gruppo ma non abbia bene idea di che cosa debba far passare e che cosa bloccare o, più in generale, come comportarsi con i partecipanti e come gestire eventuali contestazioni. Credo che possano essere utili anche a chi desideri creare un nuovo gruppo e voglia riflettere sulle caratteristiche che esso assumerà scegliendo l'opzione della moderazione. Le opinioni che esprimo sono, naturalmente, strettamente personali, ma, essendo basate più su valutazioni di carattere empirico che su teorie costruite a tavolino, funzionano, almeno per me, abbastanza bene. Ovviamente, non è possibile definire un comportamento standard nella moderazione: il carattere del moderatore influisce necessariamente sulle sue decisioni, e la tipologia del gruppo e le dinamiche che esso esprime sono sempre diverse. Questi appunti sono un work in progress, mi propongo di riordinarli periodicamente e sarò grato a chi mi voglia dare dei suggerimenti o raccontare esperienze che possano spingermi a integrarli o a modificarli. Dò per scontato che chi legge sappia che cos'è un bot di moderazione e abbia letto la guida alla moderazione e la guida tecnica alla moderazione del Wiki GCN.

Massimo Manca

Credits: Sleepers per la correzione refusi e una precisazione sulla Black List; Ninja per una segnalazione e in generale la mailing list dei moderatori it.*.

Competenza
Ritmo di moderazione
Vacanze
Numero dei moderatori
Metadiscussioni
Fair play
Fuori tema
Firma
Liste
Contestazioni
Minacce

Competenza
Beh, una buona notizia: per moderare decentemente un gruppo non è necessario sapere molto dell'argomento di cui si parla; basta un po' di cultura generale; le discussioni le fanno gli utenti, voi dovete solo cercare di fare in modo che possano farlo nel modo più produttivo possibile. Fate conto di essere l'organizzatore di un convegno e di dover prendere le iniziative opportune perché l'impianto audio funzioni bene, gli oratori abbiano tutti pari dignità, il balletto di can-can destinato alla sala a fianco non entri per sbaglio nella sala vostra, il killer che vuole uccidere il secondo oratore del pomeriggio venga neutralizzato dalla sicurezza, e, naturalmente, che l'atmosfera sia cordiale e serena e che gli oratori non si azzuffino tra loro.

Ritmo di moderazione
Una domanda frequente sulla moderazione riguarda il ritmo di approvazione dei post. Il ritmo ideale è, ovviamente, "il più spesso possibile" e, per quanto mi riguarda, modero tutte le volte che consulto la posta. Quantificando, si può dire che un buon ritmo di moderazione possa essere una o due volte al giorno nei giorni feriali con buco nel fine settimana. In verità, la moderazione di un gruppo in cui la white list sia bene impostata non dovrebbe impegnare il moderatore per più di una decina di minuti al giorno, e dunque non è una gran fatica. Personalmente, anche se in teoria la perdita di tempo sarebbe del tutto trascurabile, non modero mai dal posto di lavoro, e vi consiglio di seguire il mio esempio, a meno che non siate, come si dice oggi, "imprenditori di voi stessi".

Vacanze
Se ci si deve assentare per periodi superiori a un paio di giorni, si pone il problema di che fare del newsgroup che si modera. Abbandonarlo sulla piazzola dell'autostrada non è etico: o lo mettete in pensione, o gli lasciate una scorta di cibo e acqua. Uscendo di metafora:
1) Per un periodo fino a tre o quattro giorni, la cosa migliore è piazzare un avviso sul gruppo specificando che a) il moderatore sarà assente; b) l'assenza durerà fino al <data> salvo imprevisti c) il ritorno alla normalità sarà segnalato da un nuovo messaggio e nel frattempo si invita a non scrivere al moderatore.
Dopodiché, si lascia il gruppo com'è e si fanno le valigie; chi è in white list chiacchiera e gli altri aspettano.
2) Per un periodo fino a due settimane, un'alternativa è sbloccare il gruppo in modo che faccia passare tutto. Per il periodo della vostra assenza il gruppo resterà non moderato, con i rischi che ciò comporta. Se la vostra assenza riguarda le due settimane centrali di agosto, difficilmente ci saranno problemi.
3) Per un periodo superiore, è opportuno nominare un supplente, e di solito la cosa non è facile; questo è il motivo per cui in genere ricorro alla supplenza solo se devo stare assente per molto tempo. Ci sono due possibilità: a) andividuare un papabile all'interno del gruppo: la persona a cui lasciate in mano il gruppo dovrebbe avere una buona esperienza di Usenet; dovrebbe aver frequentato parecchi gruppi, e non solo quello in questione; dovrebbe essere riconosciuto dagli altri partecipanti come imparziale; dovrebbe essere resistente al trolling e al flame. Infine, deve avere voglia di darvi una mano (insomma, alla fine la cosa che importa meno è quella che a scuola si definisce la "competenza disciplinare" sull'argomento del gruppo). Il problema è che nessuno nasce imparato e occorre spiegargli come funziona il bot e dargli un po' di dritte, iniziando magari a farlo moderare qualche giorno prima che il moderatore ufficiale vada via, in modo da potergli offrire un po' di consulenza. Il vantaggio è che formare un moderatore di riserva fa sempre comodo. Se il gruppo è tranquillo, questa soluzione è la migliore; b) chiedere al moderatore di un altro gruppo di farvi il favore. Ovviamente, in questo caso puntate più sulla sua generica esperienza che sulla conoscenza del gruppo (non del topic; quella, come abbiamo detto, è di secondaria importanza, finché il moderatore riesce a seguire di che cosa si sta parlando). Se il gruppo è di difficile gestione, la soluzione (b) è  a mio parere la più efficace.
4) Chi fa, ha sempre ragione. Il vostro supplente è un'altra persona, e ragiona diversamente da voi; per nessun motivo, al ritorno dalle ferie e riassumendo la moderazione del gruppo, vi dovete permettere di dire nei suoi confronti qualunque cosa che non siano parole di ringraziamento. Semmai, se ha fatto una schifezza e non vedete porssibilità di miglioramento, la prossima volta sceglierete qualcun altro.

Numero dei moderatori
Questo paragrafo riguarda più certe scelte che si prendono in sede di RFD-CFV che l'atto pratico della moderazione. A mio parere, il numero ideale dei moderatori di un gruppo è uno, per diversi motivi:
1) Uniformità di moderazione: indipendentemente da ciò che si scrive nel manifesto, l'interpretazione del manifesto stesso è fatalmente soggettiva. Per esempio, il moderatore A potrebbe considerare fuori tema un post che B approverebbe. Perciò, può capitare che in un thread alcuni messaggi di un certo tipo vengano approvati, altri no, perché su alcuni ha messo mano A e su altri B. Purtroppo, l'utente, scorrendo il gruppo non ha la percezione della pluralità dei moderatori, e tende semplicemente a notare la disparità di trattamento.
2) Fallacia della "democrazia": un gruppo moderato non è democratico (né in generale lo è Usenet nel suo complesso). E' evidente che il moderatore è un "dittatore", termine che si trova nei documenti del GCN stesso; avere più moderatori, significa semplicemente avere più dittatori. Ho letto talvolta, come chiunque segua le RFD o le discussioni su INM, proposte di moderazione con connotazioni grottesche (immaginate cose tipo: "al ricevimento di un post, in caso di dubbio il moderatore sottoporrà il post al collegio dei moderatori, e si procederà a votazione previa ratifica ecc. ecc."). Queste cose ricordano un po' una certa piega che ha preso la scuola in questi anni, dove se devi dare un "asterisco" ormai devi fare più o meno così, e gli adolescenti si buttano comunque giù dalla finestra non più raramente di quando prendevano due sic et simpliciter e magari anche di più, perché si conferisce importanza iperbolica a un incidente che può capitare. Un post si legge, si respinge o si approva, se si è nel dubbio lo si approva senza ricorrere a TAR, e poi si occupa il resto della giornata in qualche altra attività.
Talvolta, la fallacia della "democrazia" entra in gioco relativamente non al numero, ma alla qualità dei moderatori: immaginiamo di costituire un it.politica.moderato (una volta avevo lanciato l'idea, poi non sono andato a riprendermela - questa la dedico a Bergonzoni). Quasi certamente ci sarebbe qualcuno che chiederebbe una par condicio nella moderazione, e nel "suo" manifesto proporrebbe "un moderatore di sinistra e uno di destra" o cose del genere. Non mi risulta che il derby Milan-Inter venga arbitrato da "un tifoso del Milan e da uno dell'Inter"; si designa uno che dovrebbe essere imparziale e si spera in Dio; Il moderatore di un gruppo non deve essere di sinistra, di destra (adattate la metafora al gruppo cui state pensando); o meglio, deve esserlo a casa sua, ma se non è capace di astrarre dalle sue passioni personali, non è adatto a fare il moderatore di un gruppo "sensibile" e non dovrebbe proporsi per farlo. Si chiama "capacità di astrarre" e rende possibile il fatto che ai ginecologi non sia richiesta l'evirazione. Semplicemente, se si giudica che, nell'equilibrio fra libertà di espressione e leggibilità del gruppo, il primo fattore sia assolutamente preponderante, il gruppo deve essere costituito come non moderato.
3) Litigi: in qualche caso è capitato che i moderatori non andassero più d'accordo; ora, il principio generale per cui devono esserci più moderatori è che il lavoro risulti agevolato; se ai litigi sul gruppo si devon aggiungere i litigi con il moderatore, qualcosa non va. In ogni caso, il GCN, anche per evitare problemi di questo genere riconosce un solo moderatore di riferimento, cui è subappaltato il gruppo e che può decidere come gestirlo. Se dunque vi trovate nella posizione di essere il moderatore di riferimento e qualche comoderatore vi rende la vita difficile, dovreste valutare se non vi convenga farne a meno; se siete un comoderatore e il moderatore di riferimento, o gli altri moderatori vi rende la vita difficile, dovreste semplicemente abbandonare il collegio di moderazione per non rendere la vita difficile a voi stessi e agli altri. La moderazione è un hobby e non c'è ragione per renderlo frustrante.

C'è un solo motivo per cui, a mio parere, è giustificabile un collegio di moderazione, e cioè il caso in cui il traffico del gruppo sia davvero troppo grande per una persona sola. Occasionalmente, per esempio, qualcuno ha proposto di moderare it.comp.linux.iniziare, gruppo in cui metà dei messaggi troverebbe risposta nelle FAQ - se i newbie le leggessero. In questo caso specifico, probabilmente occorrerebbero almeno quattro o cinque moderatori e sarebeb comunque un bel lavoraccio.

Metadiscussioni

In un gruppo dovrebbero sempre essere evitate le metadiscussioni. Non tutti i partecipanti  sono infatti interessati a discussioni di carattere cybersocietario. Spesso, inoltre, tali discussioni tendono a prendere la mano ai partecipanti e il risultato è che i thread relativi al topic del gruppo incominciano a languire, mentre nel contempo si eleva il tasso di flame. Per metadiscussioni si intendono:

1) Discussioni sul manifesto del gruppo.
Per esempio, un utente potrebbe lanciare un thread su che cosa considerare in tema e fuori tema nel gruppo; in alcuni casi, una discussione del genere può essere produttiva; talvolta, la discussione prenda una piega "politica" e nasconde una guerra tra utenti. Il moderatore dovrebbe invitare a proseguire la discussione in un gruppo separato, per esempio it.news.moderazione o it.cultura.cybersocieta.
Gli utenti devono comunque aver chiaro che le discussioni sul manifesto del gruppo, in un gruppo moderato, hanno carattere puramente consultivo.

2) Discussioni sulla moderazione del gruppo.
I messaggi che contengano critiche alla moderazione non dovrebbero mai essere approvati: il moderatore si trova infatti nella condizione di dover moderare un thread in cui egli è chiamato, spesso aggressivamente, come parte in causa. Perciò, i messaggi che contengano questioni di moderazione o che chiamino in causa il moderatore dovrebbero essere respinti con l'invito a contattare il moderatore in mail privata o su it.news.moderazione. Volendo, il moderatore potrebbe postare un messaggio [ADMIN] sul gruppo segnalando una metadiscussione, ma ciò è superfluo, poiché gli utenti interessati a metadiscussioni dovrebbero già motu proprio sottoscrivere it.cultura.cybersocieta o it.news.moderazione.

3) Messaggi di servizio.
In genere, i messaggi del moderatore "in quanto tale", cioè non quando interviene al gruppo come semplice partecipante, sono marcati con un tag - c'è chi storce il naso sulla scelta di [ADMIN] , ma più o meno è lo standard che si è affermato.
I messaggi di servizio costituiscono, ovviamente, il potenziale inizio di metadiscussioni, e in quanto tali dovrebbero sempre avere un seguesù (o, se preferite, un followup ;)  ): di solito, io lo imposto su it.news.moderazione. E' a mio parere opportuno che il tag sia [ADMIN siglagruppo]; altrimenti, chi segue it.news.moderazione si vede arrivare di punto in bianco un messaggio marcato [ADMIN] e, nella migliore delle ipotesi, non capisce di che gruppo si parli; nella peggiore, pensa a un fantomatico amministratore di it.news.moderazione...

3) Discussioni relative ad altri gruppi di carattere analogo.
Talvolta può capitare che sul gruppo A si parli del gruppo B. Se è per segnalare una discussione di potenziale interesse, ciò è accettabile; la norma fondamentale è però che nel gruppo A si parla di A e in quello B di B. Discussioni che portino all'autoreferenzialità o all'autoschediasma (cioè nel gruppo A si parla di quello che succede nel gruppo B, e magari nel gruppo B si parla di quello che succede nel gruppo A), o a confronti fra gruppi, o pettegolezzo sul gruppo A a proposito del gruppo B, dovrebbero essere riservate a it.discussioni.cybersocieta.

4) Discussioni su partecipanti al gruppo.
Difficilmente un moderatore può essere tanto sadico da bocciare come off-topic gli augùri per la laurea di qualcuno, ovviamente. Messaggi di augùri o assimilabili andrebbero tuttavia raggruppati in un thread unico. E' tuttavia importante tenere presente che un newsgroup non è una community, e dovrebbe essere fruibile immediatamente da un nuovo utente, che si collega a it.disney.pluto perché gli interessa Pluto e non il fatto che il cognato della sorella del poster Cicci ieri sia andato in montagna.

Fair play
Tutti i post che contengano attacchi ad personam dovrebbero essere bloccati. Qualora siano per altri versi approvabili, andrebbero respinti con motivazione custom e invito a riscrivere il post eliminando l'attacco.

1) Persone fisiche partecipanti al gruppo.
E' evidente che un attacco ad personam di questo genere costituisce una chiamata diretta a flame e va bloccato immediatamente. Se ciò non è possibile (per ragioni di white list o perché l'attacco non era evidente, o semplicemente perché il moderatore non se ne è accorto), deve essere concesso diritto di replica, proporzionato all'offesa. A chi replica dovrebbe essere imposto di inserire un seguesù a poster o su altro gruppo (il gruppo tassonomicamente corretto sarebbe it.discussioni.litigi, che però ha oggi funzione più di community, con meccanismi cybersociali e padronanza del mezzo Usenet molto raffinati che di "servizio flame" tout court). Ulteriori repliche sul gruppo non dovrebbero essere accettate, a meno che non si tratti di post di scuse o di riappacificazione, dopodiché post ulteriori ricadono di norma nella categoria delle metadiscussioni.

2) Persone fisiche non partecipanti al gruppo.
La norma di non sparlare delle persone che non sono in condizioni di rispondere si dovrebbe applicare anche a un gruppo moderato. Bisogna in più considerare che molti utenti non postano per principio su gruppi moderati e non è corretto costringerli a intervenire per difendersi.

3) Temi sensibili e personaggi simbolo.
Talvolta, post anche in topic vengono utilizzati come cavallo di Troia per portare attacchi nei confronti di categorie di persone, di posizioni religiose, di associazioni, ecc. Post di questo tipo chiamano a flame e non dovrebbero essere consentiti. Lo stesso vale per attacchi a personaggi simbolo, che suscitano l'immediata reazione dei loro seguaci.

4) Parlare a nuora perché suocera intenda.
Talvolta l'attacco ad hominem assume forme subdole, come  quella di citare  le parole  di A ironicamente rispondendo  a B, con lo scopo reale di attaccare  A o cose del genere  Non sempre è facile per il moderatore rendersene conto, visto che il gioco può essere sottile, e la citazione provenire per esempio da un altro newsgroup.

5) Tribuna.
Spesso un gruppo sceglie la moderazione per sfuggire ai flame relativi alla natura degli argomenti che tratta, e vieta espressamente nel manifesto la discussione sui postulati del gruppo. [DISCLAIMER: Prego i matematici di scusarmi per le stupidaggini contenute nell'esempio che segue] Per esempio, su un ipotetico matematica.geometria.euclidea potrebbe essere vietato inviare post che sostengano che le rette parallele si incontrino, e questo perché ciò si dà per postulato e lì ci discutono i matematici euclidei, che su matematica.geometria si scannano con i non euclidei quotidianamente e vogliono uno spazio per farsi i loro bravi teoremi che si basano su quel postulato lì. A questo punto, a qualcuno dei partecipanti di .euclidea potrebbe non sembrar vero di avere l'occasione di sputare fango sui non euclidei senza che essi abbiano la possibilità di replica - perché violerebbero il manifesto, e scrivere tutta una serie di post su quanto sono imbecilli quelli che fanno incontrare le rette. Post di questo tipo non andrebbero approvati: non dovrebbe cioè essere consentito a un utente A di usare il manifesto per crociate personali che impediscano a B il diritto di replica a norma di manifesto quando l'opzione ideologica, etica, scientifica ecc. di B possa essere considerata lecita dalle leggi vigenti e/o dal buonsenso. Da un lato, infatti, tali post non contribuiscono al dibattito, perché la controparte non può rispondere; dall'altro, il moderatore deve assumere un ruolo puramente censorio che snatura il suo ruolo. Post del genere dovrebbero essere respinti con l'invito a postarli in spazi dove sia effettivamente consentito il dibattito su questi temi.

6) Cavallo di Troia
A volte si può verificare che un messaggio per gran parte in-topic contenga parti che violino il manifesto. Se si tratta di cose non trascurabili che potrebbero portare a una deriva del thread, in particolare chiamate a flame o pubblicità commerciali ove vietato, la cosa migliore è probabilmente un reject custom con l'invito a riscrivere l'intervento opportunamente depurato.

Fuori Tema
A parte gli augùri di buone ferie, i fuori tema sono fuori tema così come una tautologia è una tautologia, e vanno evitati.

1) Tag [OT].
L'uso del tag [OT] deve essere scoraggiato: fra decine di migliaia di gruppi, ce n'è sicuramente uno in cui il messaggio è in tema, e quello è il posto in cui spedire il messaggio; tutti i messaggi contenenti il tag [OT] andrebbero respinti senza neppure leggere il contenuto, che già il poster stesso ha giudicato fuori tema.

2) Scivolamento OT.
Di palo in frasca, una discussione dopo un po' finisce fuori tema. Non c'è niente da fare, quanto essere tolleranti con l'OT dipenderà da come vi siete alzati la mattina. Empiricamente, per me è in-topic finché è in-topic almeno un pezzo del citato, e in generale ringraziamenti, complimenti a qualcuno e cose che facciano piacere al clima del ng passano "sempre".
Se un post chiama una risposta che non potrà che essere off-topic, si può chiedere all'utente, se vi sentite pignoli, di inviarlo nuovamente con seguesù opportuno.

Firma

La signature, talora impropriamente detta, anche dal sottoscritto, "firma digitale", deve avere come delimitatore <--  > (trattino trattino spazio) e non deve essere più lunga di quattro righe. Messaggi con firme più lunghe non dovrebbero essere approvati (è opportuno prima procedere a un richiamo). Spesso servizi di remailer gratuiti aggiungono una loro firma; in questo caso, personalmente considero che la firma nel suo complesso (utente più aggiunta d'ufficio) non debba superare le canoniche quattro righe.
Il concetto di firma, nella sua essenzialità, è basato sul principio della carta intestata per evitare di firmare tutte le volte un messaggio, in un campo firma si piazzano i propri dati; la cosa era utile in particolare nelle strutture accademiche per cui Usenet è nata: non ti tocca tutte le volte scrivere nome cognome indirizzo recapito ecc. ; il concetto di firma si è però evoluto nel tempo; per esempio, io uso spesso lo spazio firma per segnalare affermazioni curiose sentite in giro. In genere, la firma è considerata spazio privato del poster e non dovrebbe essere oggetto di moderazione; tuttavia, io non accetto che esso venga considerato come strumento per aggirare la moderazione. Per esempio, è probabile che su .orsoline ci sia il divieto di bestemmiare;  un troll potrebbe postare un intervento di una riga in tema seguìto da quattro righe di chiamate all'Altissimo, usando come scudo l'"extraterritorialità" della firma. Riassumendo, la firma non deve essere moderata dal punto di vista dell'aderenza al topic, ma dovrebbe sottostare alle norme previste dal manifesto relative al fair play o altre limitazioni forti. Per esempio, su it.cultura.astrologia sono vietati post relativi a servizi telefonici a pagamento (tipo 144),  e  anche la loro presenza in firma determina il reject.

Liste
Le liste non dovrebbero mai essere usate come un sistema di premi-punizioni, ma come semplice strumento per facilitare al moderatore il suo còmpito, evitargli di dover approvare a mano messaggi e ridurre l'inerzia del gruppo.

1) White list
La white list (mi suona strano che gli americani, così paranoici col politically correct, abbiano coniato questo termine invece, che so, di pass-list o qualcosa del genere) dovrebbe contenere tutti e solo gli utenti di cui siete in quel momento "sicuri" che non boccerete alcun post.
Su gruppi tranquilli, in genere dopo un paio di post si può inserire l'utente in white list.
Se per diversi motivi si crea un thread sensibile (a rischio flame o deriva), è opportuno togliere dalla white list tutti gli utenti che stanno partecipando a quel thread e poi reinserirli quando la situazione è chiara.
Se un utente è attaccato, l'inizio di flame va gestito togliendo dalla white list le due parti in causa e gestendo il thread a mano.
Non si dovrebbe mai consentire a un utente in white list di attaccare utenti non presenti nella white list senza che essi si possano difendere: in questi casi va consentito il diritto di replica, chiedendo a chi replica di inserire il seguesù e naturalmente togliendo dalla white list entrambe le parti.
Gli utenti non dovrebbero mai avere l'impressione che alcuni partecipanti siano privilegiati rispetto ad altri (ci sarà comunque sempre qualcuno che lo penserà - è un condizionamento che parte dalla scuola materna; a noi interessa che questo pensiero non sia fondato).
La presenza nella white list deve basarsi solo su valutazioni relative al comportamento del singolo utente e alla corretta impostazione del suo newsreader (quoting corretto, prefisso Re:, fair play, aderenza al topic) e non sulle sue competenze relativamente alla materia di cui si tratta nel newsgroup, che non è còmpito del moderatore giudicare (su it.cultura.classica postano professori ordinari; c con questo criterio, la moderazione dovremmo darla a un rettore...).
Gli utenti non dovrebbero avere informazioni o spiegazioni sul motivo per cui si trovino o meno in white list in un determinato momento.

2) Black List
Personalmente, uso pochissimo la black list, per lo più in casi in cui un utente continua a postare un messaggio che ho respinto ripetutamente. L'inserimento in black list dovrebbe sempre essere preceduto da un avviso.
In genere, tolgo un utente dalla black list non appena me lo chiede.
A volte la BL si usa per scopi imprevisti. Una volta mi è capitato che un utente usasse un indirizzo antispam di fantasia. Guarda caso, l'indirizzo esisteva davvero, e l'utente cui era associato, che peraltro neppure sapeva che cosa fosse Usenet, si vedeva arrivare le ricevute e quasi voleva denunciare il robomoderatore per spam... Ho spiegato la situazione e ho messo sùbito l'indirizzo incriminato in BL. E' importante che il moderatore prema affinché gli utenti del gruppo usino indirizzi reali, creandosi piuttosto una casella apposita che, per quanto ci riguarda, potranno anche non consultare mai.

3) Nuke list
La
nuke list va usata per gli spammer conclamati e ripetuti, soprattutto nel caso di indirizzi palesemente inesistenti: a differenza della BL, la NL non invia una ricevuta, che in questi casi non servirebbe a nulla.

Contestazioni

Di norma, dovrebbe essere sufficiente, come spiegazione per il rigetto di un messaggio, il precotto fornito dal bot.
Gli utenti dovrebbero postare da un indirizzo valido, e le loro mancanze non dovrebbero ricadere sulle spalle altrui; la corrispondenza privata o su it.news.moderazione dovrebbe servire, se necessario, come ulteriore spiegazione, e non dovrebbe essere fornita spiegazione per la sorte di un post per il quale l'utente non sia in grado di fornire la ricevuta del robomoderatore. E' una buona idea il posting periodico di norme per i nuovi utenti ove, fra le altre cose, si dica che chi scrive usando un indirizzo non valido rinuncia implicitamente a ottenere spiegazioni sulla sorte dei suoi messaggi.
Su it.news.moderazione dovrebbe essere sufficiente una singola risposta, a carattere esplicativo più che giustificativo. Il moderatore non deve lasciarsi mai trascinare in flame, né ha bisogno di giustificarsi in alcun modo per le sue scelte. Càpita ovviamente di sbagliarsi, e allora è ottima cosa chiedere scusa.
Gli utenti dovrebbero sapere che il meccanismo della white list consente il passaggio di una certa quantità di rumore (se un poster affidabile "impazzisce" nelle tre ore in cui il moderatore è assente, la stalla verrà chiusa quando i buoi saranno scappati), e che il fatto che sia passato un post che non doveva passare non costituisce precedente per farne passare altri simili.

Minacce
prima o poi vi capiterà senz'altro che un utente vi attacchi al di là del consentito, con post o messaggi che potrebbero integrare ipotesi di reato. In caso di minacce o molestie, cessa ogni diritto al dialogo e l'utente dovrebbe essere inserito in black-list e segnalato all'abuseman competente. In linea generale, non ingigantite il problema: la Rete fa spesso saltare i nervi e mettere in mostra il peggio della propria personalità, e dunque, se l'utente è un poster abituale, potete attendere un po' prima di rispondergli in privato e vedere se per caso, come spesso càpita, non si sia tranquillizzato e magari vi chieda lui stesso di non pubblicare il post. Sono rari i casi che meritino la segnalazione all'autorità giudiziaria, a cui si dovrebbe ricorrere solo in caso di effettivo pericolo (minacce fisiche reiterate,); in questo caso, se l'attacco proviene da un post, potreste addirittura avere interesse a farlo passare, in modo che di esso resti traccia chiara su Usenet, ma fate attenzione a che il post pubblicato non faccia partire altri flame.

In generale, non pensate di non sapere fare il moderatore semplicemente perché occasionalmente ricevete delle contestazioni, e ricordatevi che il bilancio è comunque destinato ad essere in perdita, perché, ovviamente, nessuno vi ringrazierà mai per avergli approvato un post :)